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RECENSIONI

 

AIORESIS - Quarantacinque Giri Senza Meta
La Puglia d'Irlanda

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C’è una forte crisi di identità che morde il “girone” underground in tutte le sue disparate ramificazioni. La maggior parte delle band si alambicca il cervello nello scovare nuovi modi di farsi capire, di essere considerati nel profondo e non solo per quattro calcate di pedaliera. Ma poi nei fatti tutti rimangono attaccati alla loro fotocopia sonora, non tanto per non aver trovato la strada giusta, o perlomeno un barlume di “studio” indicatorio, ma solamente perché essere “carta calcante” di qualche mito già instradato è figo, da quella parvenza cretina di “starci dentro alla grande” espletata poi nei soliti concertucoli di quartiere dove fratelli, amici e amici degli amici fanno le funzioni “di fans” che di nascosto si dicono: ma che cosa avranno voluto dire con quei quattro sberci formato mugolio sotto tonnellate di loud? Basta con questo Non-rock che non parla e se ci prova è meglio che taccia, basta meglio tornare alle semplici radici.
Chi invece problemi di comunicazione proprio non sembra averne sono i nostri Aioresis, folk-band di Nardò nel Leccese che sparano il loro "Quarantacinquegirisenzameta", E pieno di semplicità festante e momenti che fanno pensare, ballare e ci inondano del calore della loro bellissima terra, quella Puglia che “sogna” in tralice le coste Irlandesi. In questo lavoro, la band dimostra in pieno di meritare ben oltre che righe recensorie: un ottimo registrato pieno di impegno, d’atmosfera e sentimento; un suono agrodolce che smuove gambe e cervello in un felice innesto di tradizione mediterranea e imputs elettrici rock, giusto per rimarcare il carattere aperto, curioso a nuove contaminazioni.
Nei cinque pezzi che compongono questo Ep, gli Aioresis si mettono in mostra per la grande tecnica esecutiva, oltre che per i testi poetici, ironici e graffianti, interpretati con maestria ed un certo gusto teatrale, da scoltare attentamente mentre si sgambetta in sudoranti gjighe e poghi: (Senza Meta) Ska-rock al flavour di flauto traverso, la Dublino caracollante in “Notte di Primavera”, l’Elettro-pizzica di “Il Treno”. Asterisco d’obbligo per le due bellissime ballate “Dolce Signora” e “Anch’Io”, fusioni di problematiche reali e considerazioni che per pochi minuti fermano il mondo e mettono in moto la riflessione.
Una band, questa dei pugliesi Aioresis che intriga e porta aria buona sulle strade ferrate di frontiera dei MCR, Gang, Tancaruja, Pseudofonia, Agricantus e tanti altri; che riesce a trasmettere gioia e buonsenso, con il loro cuore sonico pitturato di rosso sangue, ocra terra e verde Puglia-d’Irlanda. “Quarantacinquegirisenzameta”: una voglia matta di vita che sveglia dal torpore dilagante.

di Massimo Sannella

Aioresis.it "Fuori la voce" 2005
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